Tag Archives: Google

È ufficiale, Google Pay è disponibile in Italia!

Proprio così, finalmente Google Pay è sbarcato in Italia. Questo nuovo sistema di pagamento è, infatti, disponibile e scaricabile gratuitamente dal Play Store. Ma come funziona? Grazie Google Play, potrai effettuare i tuoi pagamenti sia nei negozi che online, in modo facile e veloce senza trascurare la sicurezza dei dati. Ti basterà avvicinare il tuo smartphone dotato di NFC ad un POS, per poter effettuare il pagamento tramite il sistema contactless. Per il momento, il servizio è disponibile solo per alcune banche e le carte supportate sono ancora poche ma aumenteranno sicuramente più avanti (comprendendo anche Poste Italiane e Carta BCC). Un esempio di negozi/e-commerce che supportano Google Pay? McDonald’s, Leroy Merlin, H&M, Ryanair, Booking.com, Deliveroo, FlixBus, Vueling e tantissimi altri. Una volta installata l’app, basterà configurarla, inserire i dati della carta che si vuole associare ed il gioco è fatto!

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Trova il tuo sosia con Google Art Selfie tra migliaia di famose opere d’arte

Quale opera d’arte ti somiglia di più? Da oggi potrai scoprirlo grazie a Google Art Selfie. Per festeggiare i suoi 20 anni Google, finalmente, ha lanciato sul mercato europeo quest’app disponibile, fino ad oggi, solo sul mercato statunitense (dove ha avuto grande successo con oltre 78 milioni di selfie scattati ). Google Art Selfie ha lo scopo di abbinare la foto del tuo viso a migliaia di opere d’arte online ed i risultati sono spesso veritieri mentre, alcune volte, davvero esilaranti. Al momento, nel database dell’app ci sono opere artistiche provenienti da oltre 1.500 musei e 70 paesi, per un totale di oltre 6 milioni di documenti artistici. Ma come funziona? Niente di più semplice: scarica l’app e vai alla sezione “Art Selfie”, scattati un selfie e in pochi secondi vedrai apparire i tuoi risultati insieme alla percentuale per stimare la somiglianza visiva. Con questo strumento, big G vuole rendere l’arte più accessibile a tutti, infatti, una volta trovato il proprio “sosia” si potrà cliccare sull’immagine e ricevere informazioni e approfondimenti. Non solo gioco e divertimento, quindi, ma anche un’occasione per imparare!

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IFA 2018, è iniziato il più grande spettacolo tecnologico d’Europa!

A Berlino è iniziato l’evento principale per l’elettronica di consumo, l’IFA 2018, che segna il debutto di molti gadget e dispositivi. Le aziende di tutto il mondo sono giunte nella capitale tedesca per mostrare i loro ultimi dispositivi intelligenti: dai telefoni, laptop e altoparlanti ai frigoriferi, ai forni e alle lavatrici. Tra le novità già presentate non si può non parlare del primo smartphone Android One di LG, il G7 One, versione economica del top di gamma G7 ThinQ. Google Germania, inoltre, ha confermato che sarà presentato Google Home Max, da tempo già in vendita negli USA. TP-Link ha messo un mini proiettore nel suo nuovo prototipo Neffos P1, che riproduce immagini in HD fino a 5 metri di distanza. Molto altro verrà svelato nelle prossime ore, seguici sulla pagina Facebook per aggiornamenti!

 

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Android P è finalmente realtà e ha il nome di un gustoso dessert

Lunedì Google ha annunciato il nome ufficiale per la nuova versione di Android: Android P è ufficialmente Android Pie. L’aggiornamento di Android 9.0 inizierà così ad essere disponibile prima per i telefoni Pixel e, da marzo in versione beta, su altri dispositivi. Android 9.0, include numerosi miglioramenti, tra cui nuove funzionalità di personalizzazione, per il risparmio della batteria e strumenti che consentono di tenere traccia del tempo trascorso sul telefono.

Grazie all’aggiornamento, il sistema imparerà dalle tue abitudini per apportare automaticamente modifiche e suggerimenti. Una nuova funzionalità, ad esempio, suggerirà scorciatoie specifiche per le app in base alle tue abitudini (es. come cercare le indicazioni stradali a casa o aprire la tua playlist preferita).


La funzionalità “benessere digitale“, inoltre, rappresenta il tentativo di Google di aiutarti a combattere la dipendenza da smartphone e trovare un equilibrio tra la tua vita digitale e quella fuori dal dispositivo: vi è, ad esempio, la funzione “wind down” che ti incoraggia a mettere giù il telefono prima di andare a dormire.

Ma per la maggior parte degli utenti, il cambiamento più ovvio riguarderà le gestures di navigazione. Android Pie è, infatti, il primo aggiornamento di Android ad affrontare le ultime tendenze nel design degli smartphone, come il notch e lo schermo edge-to-edge. Google ha risposto a questi cambiamenti con controlli di navigazione rinnovati. Navigazione a parte, Android Pie è anche la versione più personalizzata di Android, ci sarà molto da scoprire!

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App Gmail: ora puoi disattivare la visualizzazione della conversazione

Ci siamo passati tutti. Stai cercando un messaggio importante nell’app Gmail e, una volta trovato, devi scartabellare l’intera conversazione per trovare l’unica e-mail che conteneva quell’informazione importante. Google ha, così, offerto l’opzione di disattivare la sua “visualizzazione conversazione” nella versione completa web di Gmail e, a partire da oggi, sarai in grado di disattivarla anche nelle versioni per dispositivi mobili dell’applicazione su iOS e Android. Big G afferma che, se hai già attivato l’opzione sulla versione desktop dell’app, l’impostazione dovrebbe essere visualizzata anche nell’app Gmail. Quando l’opzione in questione è stata lanciata come predefinita e unica, alcune persone non hanno gradito e Google ha così consentito rapidamente agli utenti di disattivarla. Quindi se vuoi che Gmail ti mostri semplicemente tutte le email non appena arrivano, senza raggrupparle per “renderle più facili da digerire e seguire”, sei libero di farlo!

 

 

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Google: multa da €4,34 miliardi per Android

Google è stata sanzionata con una maxi multa – pari a € 4,34 miliardi – da parte della Commissione europea per aver abusato del dominio del suo sistema operativo mobile Android. Il Commissario europeo per la concorrenza, Margrethe Vestager, ha infatti confermato tramite Twitter la multa a BigG “per 3 tipi di restrizioni illegali all’uso di Android. In questo modo ha consolidato il dominio del proprio motore di ricerca. Negare ai rivali la possibilità di innovare e competere nel merito. È illegale secondo le regole antitrust dell’UE”.
Da questo monopolio (che raggiunge il 90% del mercato europeo) deriva il fatto che Google, avendo la possibilità di analizzare il traffico di innumerevoli utenti che fanno ricerche su Internet, ha accumulato negli anni una quantità inimmaginabile di informazioni.

In particolare, la CE ha affermato che Google ha imposto ai produttori smartphone di pre-installare le app Google Search e Chrome, effettuando anche ingenti pagamenti a grandi produttori e operatori di reti mobili.

Le conseguenze? Google ha confermato farà ricorso ma, nel frattempo, Sundar Pichai lascia intendere che modello di business di Android potrebbe cambiare. Android, pertanto, potrebbe non essere più gratuito in futuro.
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Le risposte intelligenti nei messaggi Android sono ora disponibili per più utenti

L’anno scorso, Google ha introdotto le risposte intelligenti ai messaggi per gli utenti Android. All’inizio, l’implementazione di questa nuova funzionalità era limitata solo a pochi utenti, i quali hanno così fatto da “test”. Adesso, però, numerosi utenti hanno cominciato a riportare di essersi ritrovati questa funzionalità all’improvviso sui propri dispositivi. Ma di cosa stiamo parlando? Le risposte intelligenti sono brevi messaggi che alcune app di Google possono generare automaticamente in risposta a ciò che ricevi (vedi l’esempio dell’immagine in basso). Ciò implica che tale utilissima opzione potrebbe essere estesa ad un pubblico più ampio. Altre segnalazioni sono apparse su “Reddit“, dove è stato riportato che tale fuzionalità sia “appars” su dispositivi Android non di utlimissima generazione come il Nexus 6. Se ti piacerebbe la comodità delle risposte intelligenti ma ancora non è presente sul tuo device, puoi anche provare Google Reply, poiché aggiunge la stessa funzionalità ad altre applicazioni come Hangouts.

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Google sotto indagine, accusata di monitorare gli utenti Android

La lunga faida tra Google e Oracle è sfociata in un’indagine australiana dopo che Oracle ha accusato Google di monitorare segretamente gli utenti Android. I Garanti australiani della concorrenza e della privacy stanno ora esaminando tali accuse, secondo cui i device Android comunichino a Google la localizzazione degli utenti anche se hanno disattivato tali servizi ed anche se nel dispositivo non è presente alcuna scheda SIM. Oracle ha inoltre affermato che i dispositivi Android trasmettano a Google informazioni dettagliate in merito alle ricerche effettuate su internet dagli utenti, raccogliendo 1 Gb di dati al mese da ogni smartphone Android. L’Australian Competition and Consumer Commission (ACCC) in una nota ha affermato che stanno esaminando a fondo la situazione e lavorando a stretto contatto con il Commissario per la privacy. Google, da anni in lotta con Oracle, ha tenuto a sottolineare che Oracle stesso, in realtà, sia una delle principali compagnie a gestire i dati degli utenti. Come finirà questa battaglia legale? Ma, soprattutto, penseranno davvero a tutelare i nostri dati?

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Android P Beta è ora realtà

Dopo molti rumors, qualche ora fa Google ha annunciato nel corso l’evento I/O – la conferenza degli sviluppatori in corso a Mountain View – la nuova versione Beta di Android P. Ma, prima di tutto, quando sarà possibile scaricarlo? Android P uscirà entro dicembre e, al momento, solo una manciata di cellulari sono compatibili, ma la società sta collaborando anche con un gruppo di sviluppatori di terze parti, per consentire a molti più utenti di poter provare la versione Beta del sistema operativo mobile. Android P avrà una nuova grafica – che lo rendono molto simile agli aggiornamenti iOS per iPhone X – ma, soprattutto la nuova attesa funzione “Adaptive Battery”, che consentirà di vedere quanto e come utilizziamo una determinata app e, di conseguenza, distribuirà i consumi della stessa. Allo stesso modo, per  contenere il consumo energetico, sarà presenta una funzione analoga per la luminosità, chiamata Adaptive Brighteness

 

Non saranno  solamente gli smartphone Pixel a poter provare la Beta del nuovo sistema operativo, ma sarà possibile scaricare Android P anche su smartphone Nokia, Vivo, OnePlus o anche Xiaomi, Sony e Oppo. Ci teniamo, però, a ricordare che solo gli sviluppatori potranno scaricare questa versione e cliccando qui sarà possibile leggere l’elenco ufficiale degli smartphone supportati ma soprattutto capire come effettuare la richiesta per l’aggiornamento alla versione di prova di Android P.

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Moltissimi utenti Gmail hanno ricevuto messaggi spam da se stessi

Riesci ad immaginare la tua espressione se vedessi che, dal tuo indirizzo di posta elettronica, sono state inviate email senza che tu lo sapessi?

Gmail è solitamente impeccabile a filtrare i messaggi indesiderati di spam ma, secondo Mashable, diversi utenti nelle ultime hanno segnalato che le loro caselle di posta sono state inondate da messaggi pubblicitari e spam inviati apparentemente dal proprio account.

Ma come è potuto succedere? Gli spammer utilizzavano intestazioni di e-mail contraffatte per farle apparire come se provenissero dagli stessi utenti ed inviate tramite una società di telecomunicazioni canadese chiamata Telus, al fine di ottenere che i messaggi superassero i filtri antispam. Indìfatti, dato che i messaggi sembravano provenire dallo stesso utente, Gmail ha archiviato il messaggio nella cartella di posta inviata.

Diversi utenti hanno così consultato il forum di assistenza di Gmail per segnalare il problema. Molti di loro si sono lamentati del fatto che le e-mail di spam continuavano a partire dal proprio account anche dopo aver modificato la password.

Un portavoce di Google ha comunicato a Mashable che “quest’onda di spam” ha colpito solo un piccolo gruppo di utenti che sono state già prese delle misure per correre ai ripari. Anche Telus ha voluto sottolineare di non essere assolutamente coinvolta con quanto accaduto, tanto che le mail sembrano non esser state inviate dai propri server, ma stanno comunque lavorando con i tecnici per cercare di risolvere il problema.

(Photo credit The Indian Express)
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