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Facebook Messenger sta testando i comandi vocali per la chat

Facebook Messenger potrebbe presto permetterti di usare la voce per dettare e inviare messaggi, avviare chiamate vocali e creare un promemoria. Il controllo vocale, infatti, potrebbe rendere Messenger più semplice da usare a mani libere o durante la guida, più accessibile per persone con disabilità e, forse un giorno, più facile per gli utenti internazionali le cui lingue native sono difficili da digitare. Tale funzionalità è stata scoperta da TechCrunch nell’app per Android, dove è stato trovato un nuovo pulsante “M” che attiva i comandi vocali. Questa novità, si vocifera farà parte del prossimo assistente vocale “Aloha” ma, per il momento, un portavoce di Facebook ha confermato che il social network sta testando internamente una funzione di comando vocale, per renderla più coinvolgente e conveniente per gli utenti. Quindi, per il momento è in fase di test solo per alcuni dipendenti Facebook ma speriamo di vederla presto sui nostri device.

 

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Facebook, un bug ha reso pubblici i post di 14 milioni di persone

La notizia di oggi, questa volta, ci riguarda da vicino: proprio ieri, infatti, alcuni membri del nostro staff hanno ricevuto una notifica su Facebook, dove venivano avvisati che a causa di un problema tecnico avvenuto tra il 18 ed il 27 maggio, Facebook ha erroneamente impostato, in maniera automatica, la privacy dei post in modalità pubblica. Nel messaggio di scuse, come puoi vedere dall’immagine, veniva suggerito di controllare i propri post, seguendo il link che rimanda all’elenco dei post potenzialmente “incriminati”. Facebook ha dichiarato a TechCrunch che il bug si è verificato mentre stavano testando una nuova funzionalità, l’opzione “elementi in primo piano”, la quale permetterà di evidenziare alcuni post sulla tua bacheca rendendoli pubblici ma, per errore, il Network di Mark Zuckerberg ha esteso questa impostazione a tutti i post. L’incidente, che ha riguardato circa 14 milioni di utenti, è però un buon promemoria per verificare chi può vedere i tuoi post di Facebook. Per farlo ti basterà andare su Impostazioni, poi su Privacy e decidere chi potrà vedere i tuoi futuri post.

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Facebook, al via la class action. Per ogni utente 200€ di risarcimento

Un risarcimento pari a 200€ per chiunque abbia un account su Facebook è quanto chiede Altroconsumo, insieme ad alcuni partner in Belgio, Spagna e Portogallo, nella class action contro il social network, accusato di “aver usato in modo improprio i dati delle persone” in seguito allo scandalo di Cambridge Analytica. Altroconsumo, infatti, contesta la pratica commerciale scorretta di Facebook, che ha violato il Codice del Consumo a causa della raccolta dei dati degli utenti e la loro condivisione con parti terze, senza che l’utente avesse espresso il proprio consenso in maniera consapevole. Nell’atto di citazione, che sarà depositato a breve dagli avvocati di Altroconsumo, si legge appunto che “Facebook ha violato sia la normativa sulla protezione dei dati, sia la fondamentale legislazione sui consumatori, traendone indebiti e ingentissimi guadagni”. Se vuoi partecipare alla class action, ti consigliamo di andare sul sito di Altroconsumo e seguire tutte le istruzioni per aderire all’azione.

 

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Zuckerberg è riuscito ad evitare domande scomode al Parlamento Europeo

Ieri a Bruxelles il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg è stato ascoltato dalla Conferenza dei Presidenti presso il Parlamento Europeo, rispondendo a varie domande in merito a terrorismo e fake news. Contrariamente a quanto accaduto in USA, quando Zuckerberg compari di fronte al Congresso, ieri il format dell’audizione è stato molto diverso: i parlamentari hanno espresso le loro domande a cui Zuckerberg ha risposto durante un unico discorso finale. Ciò ha scatenato non poche polemiche in quanto il CEO di Facebook ha (volontariamente?) saltato alcuni temi molto importanti e fornito risposte molto vaghe, promettendo però che il suo team fornirà tali risposte per iscritto nei prossimi giorni. Durante il suo colloquio, Zuckerberg ha chiesto scusa all’UE e garantito che rispetterà il nuovo regolamento europeo relativo al trattamento dei dati personali, che entrerà in vigore questo venerdì. Come affermato da Tajani, ci vorrà ben più che semplici scuse e, come al solito, Zuckerberg è riuscito a farla franca.

 

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WhatsApp consente di riprodurre i video di Facebook e Instagram all’interno dell’app

Grazie ad un nuovo aggiornamento, WhatsApp ti consentirà di riprodurre i video di Facebook e Instagram direttamente dall’app. Adesso, dunque, se mentre chatti con qualcuno riceverai il link di un video, facendoci tap sopra non sarai più mandato in altre app ma potrai guardare il video mentre continui a chattare.

Facebook ha lavorato per integrare le sue varie app, offrendo agli utenti un controllo più uniforme sui loro contenuti su Facebook, Instagram e WhatsApp.

La nuova funzionalità fa parte dell’ultimo aggiornamento iOS di WhatsApp che aggiunge, tra le altre cose, anche la possibilità di aggiungere e revocare i privilegi di amministratore di altri utenti in una chat di gruppo. L’aggiornamento per Android non è ancora stato rilasciato.

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Smartphone lento? Android lancia le versioni lite di alcune app

Finalmente anche nel Google Play Store italiano è arrivata la possibilità di scaricare la versione Lite – ovvero meno pesante per il processore e meno ingombrante per la memoria interna – di molte app, che risulta essere ottimale per gli smartphone con Android GO e per tutti gli altri device non proprio di ultimissima generazione. Così, per rendere più semplice la loro individuazione, gli sviluppatori stando aggiungendo tale dicitura nelle pagine dello Store, avvisando gli utenti della possibilità di scelta tra la versione standard e quella più “leggera”.Questa nuova funzione potrebbe, pertanto, essere rivolta anche ad un pubblico intermedio, che possiede un dispositivo più potente degli entry level destinati alla Go Edition ma che comunque non disdegnerebbe scaricare le sue app preferite in una versione meno pesante.

Alcuni esempi sono: Facebook, Messenger e Maps Go. Però, per conoscere con certezza quali saranno i piani di Google a riguardo, bisognerà attendere in quanto questa funzionalità sembra ancora in fase di test.

 

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