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Google lancia un servizio di chat Android sostitutivo degli SMS

Google sta implementando un nuovo servizio di chat per sostituire gli SMS standard, una mossa che secondo gli analisti offrirà agli utenti Android funzionalità avanzate già presenti nei servizi di chat più diffusi come iMessage di Apple e WhatsApp di Facebook. Questa nuova app, chiamata “Chat”, per avere successo avrà bisogno di coinvolgere tutti e, secondo The Verge, Google ha già ottenuto il pieno supporto da parte di 55 operatori e 11 produttori di telefoni, tra cui anche Samsung. La chat offre diversi aggiornamenti per gli utenti Android la cui messaggistica si basa sull’evoluzione degli SMS, utilizzando un nuovo protocollo chiamato RCS (Rich Communication Services) che consentirà agli utenti di inviare foto ad alta risoluzione, video e GIF, ricevere conferme di lettura e vedere quando una persona ti sta scrivendo una risposta. Spetterà però alle compagnie mobili abilitare il servizio ed i messaggi verranno inviati tramite Internet: se un utente Android invia un messaggio di chat ad una persona il cui telefono non è compatibile con Chat, il messaggio verrà inviato tramite SMS, esattamente come accade per i device Apple.

 

Il lancio di Chat segue diversi tentativi falliti da parte di Google di creare una propria app di chat competitiva. Allo, il suo prodotto di messaggistica più recente, è stato lanciato due anni fa ma ha faticato a ottenere il grande seguito delle due app di messaggistica di Facebook, WhatsApp (1,5 miliardi di utenti) e Messenger (1,3 miliardi di utenti).
Quando arriverà Chat?  Ancora non si hanno notizie certe ma dovrebbe essere integrata entro quest’anno. In un’intervista con Dieter Bohn di The Verge, Anil Sabharwal di Google ha affermato quanto segue: “Il nostro obiettivo è quello di ottenere un alto livello (di qualità) di messaggistica per i nostri utenti su Android entro i prossimi due anni”.
Nel complesso, dovremo solo sederci e aspettare, sperando che l’attesa non sarà troppo lunga.
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Centinaia di app Android tracciano l’attività  dei bambini

Dopo Facebook, lo scandalo privacy colpisce anche Google: secondo uno studio condotto in USA, infatti, centinaia di app Android tracciano illegalmente le attività dei bambini. Purtroppo siamo parlando anche di app molto popolari sul Google Play Store: alcune della Disney come “Where’s My Water?” e Minion Rush o Duolingo di Gameloft. Sette ricercatori hanno analizzato circa 6.000 app per bambini e hanno scoperto che la maggior parte esse potrebbe violare la legge sulla protezione della privacy online dei bambini, o la COPPA ovvero il Children’s online Privacy Protection Act, una legge federale che limita la raccolta e l’uso dei dati su minori di 13 anni senza il permesso dei genitori.

 

“Questo è un fallimento del mercato”, ha affermato Serge Egelman, co-autore dello studio e Direttore del Dipartimento di ricerca sulla sicurezza e la privacy presso l’International Computer Science Institute dell’Università della California, a Berkeley.

Secondo lo studio, più di 1.000 app per bambini hanno raccolto informazioni utilizzando un software di tracciamento i cui termini vietano esplicitamente il loro uso per le app per bambini. I ricercatori hanno anche affermato che quasi la metà delle app non utilizza sempre misure di sicurezza standard per trasmettere dati sensibili attraverso il Web, violando appunto le misure ragionevoli di sicurezza dei dati imposte dalla COPPA.

I risultati hanno anche rivelato che gli sviluppatori di app che erano stati certificati come conformi al COPPA non erano migliori di rispetto alle altre app, in materia di tutela della privacy dei bambini. I ricercatori hanno utilizzato una piattaforma di test che ha consentito loro di vedere in tempo reale la frequenza con cui le app hanno accesso a informazioni sensibili su uno smartphone (come dati sulla posizione ed i contatti) e con quali altre entità le app hanno condiviso tali informazioni.

Come sta affrontando Google questa situazione? Per adesso con un nulla di fatto.

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Android Auto funzionerà senza fili…se hai l’hardware giusto!

Android Auto, il sistema di Google per visualizzare il display del tuo device Android direttamente sul cruscotto della tua auto, nei prossimi mesi diventerà finalmente wireless. Potrai, infatti, lasciare il cellulare nella tua borsa, in tasca o nello zaino e, tramite il WIFI, ti sarà comunque possibile sfruttarne al meglio tutte le potenzialità potendo addire addio al cavo, fino ad ora necessario.
Ahimè, c’è un problema: per far funzionare il tutto in modalità wireless, è necessario disporre di un equipaggiamento piuttosto specifico. Avrai bisogno del telefono giusto (Pixel o Pixel XL, Pixel 2 o Pixel 2 XL, Nexus 5X o Nexus 6P) e le prime automobili che supporranno la feature verranno prodotte da JVC / Kenwood all’inizio di quest’anno.

L’elenco di dispositivi compatibili siamo sicuri crescerà nel tempo ma, per il momento, se desideri sfruttare Android Auto wireless, le opzioni sono piuttosto limitate.

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Smartphone lento? Android lancia le versioni lite di alcune app

Finalmente anche nel Google Play Store italiano è arrivata la possibilità di scaricare la versione Lite – ovvero meno pesante per il processore e meno ingombrante per la memoria interna – di molte app, che risulta essere ottimale per gli smartphone con Android GO e per tutti gli altri device non proprio di ultimissima generazione. Così, per rendere più semplice la loro individuazione, gli sviluppatori stando aggiungendo tale dicitura nelle pagine dello Store, avvisando gli utenti della possibilità di scelta tra la versione standard e quella più “leggera”.Questa nuova funzione potrebbe, pertanto, essere rivolta anche ad un pubblico intermedio, che possiede un dispositivo più potente degli entry level destinati alla Go Edition ma che comunque non disdegnerebbe scaricare le sue app preferite in una versione meno pesante.

Alcuni esempi sono: Facebook, Messenger e Maps Go. Però, per conoscere con certezza quali saranno i piani di Google a riguardo, bisognerà attendere in quanto questa funzionalità sembra ancora in fase di test.

 

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In arrivo il nuovo smartphone marchiato Commodore!

Nostalgici del Commodore 64 siete in ascolto? Avete capito proprio bene! La Commodore Business Machines, l’azienda italiana con la mission di portare in territorio smartphone lo storico marchio che lanciò il Commodore 64, 128 e Amiga, ha annunciato il lancio del terzo smartphone. Le specifiche tecniche sono ancora top secret, sappiamo solo che si chiamerà Nus, avrà un design in vetro e titanio per mantenere il peso al di sotto dei 200 grammi, un’interfaccia vintage ed una batteria da ben 6000 mAh! (più del doppio di iPhone X). Il sistema operativo sarà una versione personalizzata di Android che avrà, anch’esso, un aspetto vintage. Noi siamo impazienti, e voi?

 

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App Store in calo. Cresce, invece, Play Store

Secondo un’analisi di AppFigures, una piattaforma di analisi e approfondimenti di app per dispositivi mobili, l’App Store ha perso il 5% delle sue app totali nel corso del 2017, passando da 2,2 milioni di app iOS pubblicate all’inizio dell’anno a 2,1 milioni a dicembre.

Nel frattempo però, Google Play ha registrato una rapida crescita nel corso dello stesso anno, con un aumento del 30% ed oltre 3,6 milioni di app pubblicate.

AppFigures ha ipotizzato che i cambiamenti avessero a che fare con una combinazione di fattori, tra cui un’applicazione più rigorosa delle linee guida di revisione di Apple, insieme a un cambiamento tecnico che richiedeva agli sviluppatori di aggiornare le loro app all’architettura a 64 bit.

Nel 2016 Apple aveva infatti promesso che avrebbe “ripulito” il suo App Store rimuovendo app obsolete e abbandonate, facendo registrare ad ottobre di quell’anno un elevato numero di app eliminate.

Poi, nel 2017, il colosso di Cupertino ha eseguito una “pulizia” delle app clone e spam, eliminando dall’App Store centinaia di migliaia di app obsolete in un periodo di 12 mesi.

Tuttavia, AppFigures ha rilevato che il calo dell’AppStore ha avuto anche un’altra causa congiunta: molti sviluppatori iOS hanno rilasciato un numero di app inferiore rispetto agli anni del boom: si parla di solo 755,00 nuove app, un calo del 29% (il più grande dal 2008).

Gli sviluppatori Android, invece, hanno rilasciato il 17% in più di app nel 2017, per un totale di 1,5 milioni di nuove app.

Ciò, però, non significa necessariamente che gli sviluppatori non abbiamo effettivamente sviluppato un numero elevato di app iOS: potrebbe, invece, significare che il team di revisione di Apple sia diventato più severo nell’applicazione linee guida relative all’approvazione e allo sviluppo delle applicazioni, mettendo al bando molte app cloni e spam che popolavano lo store.

Inoltre, molte delle app Android rilasciate durante il corso dell’anno, altro non sono che app iOS trasferite dall’App Store al Google Play

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Problemi con le notifiche e batteria su Galaxy S8 dopo Oreo

In seguito all’aggiornamento ad Oreo per Galaxy S8, molti utenti hanno notato diversi problemi con la ricezione delle notifiche, in particolare con Whatsapp e Telegram. Vi sono utenti che non visualizzano alcun alert di ricezione di un messaggio se non aprendo le app, e chi al contrario non desidera ricevere nessun avviso al momento dell’arrivo di un messagio ma non riesce a impostare il relativo settaggio sul telefono. In entrambi i casi, potrebbe essere utile cancellare i dati e la cache di WhatsApp. Diversi utenti affermano di aver risolto con un hard-reset, cioè con un ripristino alle impostazioni di fabbrica, anche se non è certo una soluzione auspicabile né pratica.

Infine, con il passaggio di S8 ad Oreo anche la batteria sta registrando un drastrico calo delle prestazioni. Un nuovo aggiornamento, però, sarà presto disponibile in tutta Europa, con la speranza che il nuovo pacchetto sia migliorativo della situazione. Anche tu hai riscontrato queste problematiche?

 

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Virus Android colpisce 5 milioni di smartphone, già in fabbrica

Arriva un importante allarme da parte di un’azienda di sicurezza informatica, la Check Point Software Technologies, secondo la quale sarebbero ben 5 milioni i dispositivi Android infettati, commercializzati con i marchi Honor, Huawei e Xiaomi, ma anche quasi 17 mila Samsung. Cosa ben più grave, l’azienda segnala che l’infezione è stata contratta prima che venissero commercializzati, quindi in fase di assemblaggio e configurazione (e riguarda soprattutto smartphone e tablet assemblati a fine 2016).

Il malware in questione si chiama RottenSys ed è un programmino capace di raccogliere informazioni sulle attività effettuate sul dispositivo e di visualizzare contenuti pubblicitari, spesso finti, che inducano al clic. Voci di corridoio, affermano che il virus Android RottenSys nel frattempo è stato riprogrannato per permettere gli hacker di assume il controllo da remoto dei dispositivi infetti, così da poterci installare le app desiderate.

RottenSys è davvero molto furbo, in quanto appare come un servizio WiFi, esattamente questo 系统WIFI服务, che viene proposto ai possessori dei dispositivi infetti ma che, dopo un’analisi accurata, si dimostra falso. I tecnici di Check Point, infatti, hanno notato che, nel caso l’utente volesse accedere a tale servizio, gli sarebbero state richieste autorizzazioni poco coerenti con l’uso del servizio stesso, come l’uso del calendario o la possibilità di download senza notifica. In questo modo, attraverso la gestione del calendario, era possibile impostare la data e l’orario di una determinata attività e, mediante la gestione del download, si poteva caricare il dispositivo di qualsiasi file, senza che l’utente se ne accorgesse.

Come puoi tutelarti? Controllando se i file com.android.yellowcalendarz, com.changmi.launcher, com.android.services.securewifi e com.system.service.zdsgt sono presenti nel terminale e cancellarli.

 

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