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Gmail per Android ora ti consente di personalizzare le azioni di scorrimento

Google, nelle ultime settimane, ha rilasciato diversi aggiornamenti per Gmail e, finalmente, è arrivato anche il turno dell’aggiornamento Android. L’aggiornamento alla v8.5.20, infatti, aggiunge un trucco pratico che pensiamo che molti di voi apprezzeranno: vi è la possibilità di personalizzare le azioni di swipe di una mail verso destra o sinistra. In precedenza, se si faceva swipe ad una mail in entrata, questa veniva archiviata, a prescindere dalla direzione verso la quale la si faceva scorrere. Adesso però, potendo impostare la gestualità di scorrimento, puoi davvero decidere che fine far fare alle tue email ed aiutarti nella loro organizzazione. Nella v8.5.20 di Gmail sarà necessario andare su Impostazioni -> Impostazioni generali -> Azioni di scorrimento e personalizzare l’azione per lo swipe sinistro e destro per archiviare, eliminare, contrassegnare come letto o non letto, spostare o posticipare un’email. Sfortunatamente, l’opzione di personalizzazione non è ancora disponibile su iOS, ma è probabile che arriverà abbastanza presto.

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Le risposte intelligenti nei messaggi Android sono ora disponibili per più utenti

L’anno scorso, Google ha introdotto le risposte intelligenti ai messaggi per gli utenti Android. All’inizio, l’implementazione di questa nuova funzionalità era limitata solo a pochi utenti, i quali hanno così fatto da “test”. Adesso, però, numerosi utenti hanno cominciato a riportare di essersi ritrovati questa funzionalità all’improvviso sui propri dispositivi. Ma di cosa stiamo parlando? Le risposte intelligenti sono brevi messaggi che alcune app di Google possono generare automaticamente in risposta a ciò che ricevi (vedi l’esempio dell’immagine in basso). Ciò implica che tale utilissima opzione potrebbe essere estesa ad un pubblico più ampio. Altre segnalazioni sono apparse su “Reddit“, dove è stato riportato che tale fuzionalità sia “appars” su dispositivi Android non di utlimissima generazione come il Nexus 6. Se ti piacerebbe la comodità delle risposte intelligenti ma ancora non è presente sul tuo device, puoi anche provare Google Reply, poiché aggiunge la stessa funzionalità ad altre applicazioni come Hangouts.

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Google sotto indagine, accusata di monitorare gli utenti Android

La lunga faida tra Google e Oracle è sfociata in un’indagine australiana dopo che Oracle ha accusato Google di monitorare segretamente gli utenti Android. I Garanti australiani della concorrenza e della privacy stanno ora esaminando tali accuse, secondo cui i device Android comunichino a Google la localizzazione degli utenti anche se hanno disattivato tali servizi ed anche se nel dispositivo non è presente alcuna scheda SIM. Oracle ha inoltre affermato che i dispositivi Android trasmettano a Google informazioni dettagliate in merito alle ricerche effettuate su internet dagli utenti, raccogliendo 1 Gb di dati al mese da ogni smartphone Android. L’Australian Competition and Consumer Commission (ACCC) in una nota ha affermato che stanno esaminando a fondo la situazione e lavorando a stretto contatto con il Commissario per la privacy. Google, da anni in lotta con Oracle, ha tenuto a sottolineare che Oracle stesso, in realtà, sia una delle principali compagnie a gestire i dati degli utenti. Come finirà questa battaglia legale? Ma, soprattutto, penseranno davvero a tutelare i nostri dati?

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Android P Beta è ora realtà

Dopo molti rumors, qualche ora fa Google ha annunciato nel corso l’evento I/O – la conferenza degli sviluppatori in corso a Mountain View – la nuova versione Beta di Android P. Ma, prima di tutto, quando sarà possibile scaricarlo? Android P uscirà entro dicembre e, al momento, solo una manciata di cellulari sono compatibili, ma la società sta collaborando anche con un gruppo di sviluppatori di terze parti, per consentire a molti più utenti di poter provare la versione Beta del sistema operativo mobile. Android P avrà una nuova grafica – che lo rendono molto simile agli aggiornamenti iOS per iPhone X – ma, soprattutto la nuova attesa funzione “Adaptive Battery”, che consentirà di vedere quanto e come utilizziamo una determinata app e, di conseguenza, distribuirà i consumi della stessa. Allo stesso modo, per  contenere il consumo energetico, sarà presenta una funzione analoga per la luminosità, chiamata Adaptive Brighteness

 

Non saranno  solamente gli smartphone Pixel a poter provare la Beta del nuovo sistema operativo, ma sarà possibile scaricare Android P anche su smartphone Nokia, Vivo, OnePlus o anche Xiaomi, Sony e Oppo. Ci teniamo, però, a ricordare che solo gli sviluppatori potranno scaricare questa versione e cliccando qui sarà possibile leggere l’elenco ufficiale degli smartphone supportati ma soprattutto capire come effettuare la richiesta per l’aggiornamento alla versione di prova di Android P.

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WhatsApp e Messenger: un nuovo messaggio blocca lo smartphone

Dopo il famoso caso del carattere indiano che bloccava gli smartphone Apple, è arrivato un nuovo bug in grado di mandare in blocco tutti gli smartphone Android. In questo caso si tratta di un messaggio, che potrete ricevere via Whatsapp o Facebook Messenger, che contiene ben 1996 caratteri tutti collocati in un puntino nero con una scritta di fianco (vedi immagine sotto). Se infatti proverai a pigiare sul puntino, come il messaggio ti chiede di fare, il sistema proverà ad identificare i caratteri e renderizzarli contemporaneamente, portando il dispositivo a bloccarsi per una manciata di secondi. La situazione, pertanto, è meno grave rispetto al bug di casa Apple ma il blocco può essere comunque fastidioso. Quindi, se dovessi ricevere il messaggio incriminato, ti consigliamo di non toccarlo!

 

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Google lancia un servizio di chat Android sostitutivo degli SMS

Google sta implementando un nuovo servizio di chat per sostituire gli SMS standard, una mossa che secondo gli analisti offrirà agli utenti Android funzionalità avanzate già presenti nei servizi di chat più diffusi come iMessage di Apple e WhatsApp di Facebook. Questa nuova app, chiamata “Chat”, per avere successo avrà bisogno di coinvolgere tutti e, secondo The Verge, Google ha già ottenuto il pieno supporto da parte di 55 operatori e 11 produttori di telefoni, tra cui anche Samsung. La chat offre diversi aggiornamenti per gli utenti Android la cui messaggistica si basa sull’evoluzione degli SMS, utilizzando un nuovo protocollo chiamato RCS (Rich Communication Services) che consentirà agli utenti di inviare foto ad alta risoluzione, video e GIF, ricevere conferme di lettura e vedere quando una persona ti sta scrivendo una risposta. Spetterà però alle compagnie mobili abilitare il servizio ed i messaggi verranno inviati tramite Internet: se un utente Android invia un messaggio di chat ad una persona il cui telefono non è compatibile con Chat, il messaggio verrà inviato tramite SMS, esattamente come accade per i device Apple.

 

Il lancio di Chat segue diversi tentativi falliti da parte di Google di creare una propria app di chat competitiva. Allo, il suo prodotto di messaggistica più recente, è stato lanciato due anni fa ma ha faticato a ottenere il grande seguito delle due app di messaggistica di Facebook, WhatsApp (1,5 miliardi di utenti) e Messenger (1,3 miliardi di utenti).
Quando arriverà Chat?  Ancora non si hanno notizie certe ma dovrebbe essere integrata entro quest’anno. In un’intervista con Dieter Bohn di The Verge, Anil Sabharwal di Google ha affermato quanto segue: “Il nostro obiettivo è quello di ottenere un alto livello (di qualità) di messaggistica per i nostri utenti su Android entro i prossimi due anni”.
Nel complesso, dovremo solo sederci e aspettare, sperando che l’attesa non sarà troppo lunga.
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Cleaner eXtreme Pro

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Centinaia di app Android tracciano l’attività  dei bambini

Dopo Facebook, lo scandalo privacy colpisce anche Google: secondo uno studio condotto in USA, infatti, centinaia di app Android tracciano illegalmente le attività dei bambini. Purtroppo siamo parlando anche di app molto popolari sul Google Play Store: alcune della Disney come “Where’s My Water?” e Minion Rush o Duolingo di Gameloft. Sette ricercatori hanno analizzato circa 6.000 app per bambini e hanno scoperto che la maggior parte esse potrebbe violare la legge sulla protezione della privacy online dei bambini, o la COPPA ovvero il Children’s online Privacy Protection Act, una legge federale che limita la raccolta e l’uso dei dati su minori di 13 anni senza il permesso dei genitori.

 

“Questo è un fallimento del mercato”, ha affermato Serge Egelman, co-autore dello studio e Direttore del Dipartimento di ricerca sulla sicurezza e la privacy presso l’International Computer Science Institute dell’Università della California, a Berkeley.

Secondo lo studio, più di 1.000 app per bambini hanno raccolto informazioni utilizzando un software di tracciamento i cui termini vietano esplicitamente il loro uso per le app per bambini. I ricercatori hanno anche affermato che quasi la metà delle app non utilizza sempre misure di sicurezza standard per trasmettere dati sensibili attraverso il Web, violando appunto le misure ragionevoli di sicurezza dei dati imposte dalla COPPA.

I risultati hanno anche rivelato che gli sviluppatori di app che erano stati certificati come conformi al COPPA non erano migliori di rispetto alle altre app, in materia di tutela della privacy dei bambini. I ricercatori hanno utilizzato una piattaforma di test che ha consentito loro di vedere in tempo reale la frequenza con cui le app hanno accesso a informazioni sensibili su uno smartphone (come dati sulla posizione ed i contatti) e con quali altre entità le app hanno condiviso tali informazioni.

Come sta affrontando Google questa situazione? Per adesso con un nulla di fatto.

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Android Auto funzionerà senza fili…se hai l’hardware giusto!

Android Auto, il sistema di Google per visualizzare il display del tuo device Android direttamente sul cruscotto della tua auto, nei prossimi mesi diventerà finalmente wireless. Potrai, infatti, lasciare il cellulare nella tua borsa, in tasca o nello zaino e, tramite il WIFI, ti sarà comunque possibile sfruttarne al meglio tutte le potenzialità potendo addire addio al cavo, fino ad ora necessario.
Ahimè, c’è un problema: per far funzionare il tutto in modalità wireless, è necessario disporre di un equipaggiamento piuttosto specifico. Avrai bisogno del telefono giusto (Pixel o Pixel XL, Pixel 2 o Pixel 2 XL, Nexus 5X o Nexus 6P) e le prime automobili che supporranno la feature verranno prodotte da JVC / Kenwood all’inizio di quest’anno.

L’elenco di dispositivi compatibili siamo sicuri crescerà nel tempo ma, per il momento, se desideri sfruttare Android Auto wireless, le opzioni sono piuttosto limitate.

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Smartphone lento? Android lancia le versioni lite di alcune app

Finalmente anche nel Google Play Store italiano è arrivata la possibilità di scaricare la versione Lite – ovvero meno pesante per il processore e meno ingombrante per la memoria interna – di molte app, che risulta essere ottimale per gli smartphone con Android GO e per tutti gli altri device non proprio di ultimissima generazione. Così, per rendere più semplice la loro individuazione, gli sviluppatori stando aggiungendo tale dicitura nelle pagine dello Store, avvisando gli utenti della possibilità di scelta tra la versione standard e quella più “leggera”.Questa nuova funzione potrebbe, pertanto, essere rivolta anche ad un pubblico intermedio, che possiede un dispositivo più potente degli entry level destinati alla Go Edition ma che comunque non disdegnerebbe scaricare le sue app preferite in una versione meno pesante.

Alcuni esempi sono: Facebook, Messenger e Maps Go. Però, per conoscere con certezza quali saranno i piani di Google a riguardo, bisognerà attendere in quanto questa funzionalità sembra ancora in fase di test.

 

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