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Apple “ruba” il capo AI di Google


Apple ha assunto, da pochi giorni, l’ex direttore del dipartimento sezione AI e Ricerca di Google, John Giannandrea, e ciò potrebbe avere conseguenze di vasta portata.

Il colosso di Cupertino ha, infatti, dichiarato al New York Times che Giannandrea guiderà la divisione Machine Learning & AI Strategy ed, inoltre, avrà un ruolo di vasta portata in quanto sarà uno dei soli 16 dirigenti che potranno riferire direttamente al CEO Tim Cook.

Ma chi è John Giannandrea? Nello specifico, ha iniziato a lavorare per Google nel 2010 durante l’acquisizione della startup MetaWeb, in cui ricopriva il ruolo di CTO. Grazie alle sue capacità, durante il periodo della sua direzione, Google Brain – il principale laboratori AI di Google – ha raggiunto incredibili risultati. 

 

Questa nuova assunzione potrebbe, quindi, rappresentare un punto di svolta per Apple, che sembra essere rimasta molto indietro rispetto ai suoi rivali nella corsa per costruire un software basato sull’intelligenza artificiale.

Cosa ci riserverà Apple per il futuro? Non ci resta che aspettare sperando di restare piacevolmente sorpresi.

 

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App Store in calo. Cresce, invece, Play Store

Secondo un’analisi di AppFigures, una piattaforma di analisi e approfondimenti di app per dispositivi mobili, l’App Store ha perso il 5% delle sue app totali nel corso del 2017, passando da 2,2 milioni di app iOS pubblicate all’inizio dell’anno a 2,1 milioni a dicembre.

Nel frattempo però, Google Play ha registrato una rapida crescita nel corso dello stesso anno, con un aumento del 30% ed oltre 3,6 milioni di app pubblicate.

AppFigures ha ipotizzato che i cambiamenti avessero a che fare con una combinazione di fattori, tra cui un’applicazione più rigorosa delle linee guida di revisione di Apple, insieme a un cambiamento tecnico che richiedeva agli sviluppatori di aggiornare le loro app all’architettura a 64 bit.

Nel 2016 Apple aveva infatti promesso che avrebbe “ripulito” il suo App Store rimuovendo app obsolete e abbandonate, facendo registrare ad ottobre di quell’anno un elevato numero di app eliminate.

Poi, nel 2017, il colosso di Cupertino ha eseguito una “pulizia” delle app clone e spam, eliminando dall’App Store centinaia di migliaia di app obsolete in un periodo di 12 mesi.

Tuttavia, AppFigures ha rilevato che il calo dell’AppStore ha avuto anche un’altra causa congiunta: molti sviluppatori iOS hanno rilasciato un numero di app inferiore rispetto agli anni del boom: si parla di solo 755,00 nuove app, un calo del 29% (il più grande dal 2008).

Gli sviluppatori Android, invece, hanno rilasciato il 17% in più di app nel 2017, per un totale di 1,5 milioni di nuove app.

Ciò, però, non significa necessariamente che gli sviluppatori non abbiamo effettivamente sviluppato un numero elevato di app iOS: potrebbe, invece, significare che il team di revisione di Apple sia diventato più severo nell’applicazione linee guida relative all’approvazione e allo sviluppo delle applicazioni, mettendo al bando molte app cloni e spam che popolavano lo store.

Inoltre, molte delle app Android rilasciate durante il corso dell’anno, altro non sono che app iOS trasferite dall’App Store al Google Play

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Ecco le App che ti fanno guadagnare soldi veri!

Ormai, esistono app per ogni cosa ma…avresti mai pensato che esistano app che ti pagano? Ebbene sì, ci sono delle app di nuova generazione che ti garantiscono un vero e proprio guadagno in criptovaluta (che potrai tramutare in soldi reali tramite PayPal o buoni Amazon).
Quali sono? Sono moltissime, ma proviamo a fare un piccolo elenco:

  • Viuly: piattaforma di condivisione video, dove gli autori vendono l’accesso ai loro contenuti, e guadagnano anche dagli annunci pubblicitari. Come funziona? Gli utenti guardano video gratuiti e ricevono premi, e gli inserzionisti vendono annunci e pagano direttamente gli utenti, senza intermediari;
  • Quietcoin: l’app che ti premia prendendo una pausa dal cellulare, facendo qualcosa di impegnativo e praticando attività fisica per guadagnare soldi veri. L’app è ancora poco conosciuta in Italia, ma ha avuto abbastanza successo nel Regno Unito e Stati Uniti;
  • Nielsen App: per guadagnare (fino a 4€ a settimana, per ogni dispositivo registrato) basterà installarla, l’app si avvierà autonomamente ogni volta che accenderai il tuo device e resterà operativa in background. Raccoglierà anonimamente dati di navigazione e di utilizzo delle altre app del dispositivo per condurre un’analisi di tipo statistico. La tua privacy sarà assolutamente tutelata, senza intaccare password o dati sensibili;
  • CheckBonus: l’app che ti fa guadagnare semplicemente entrando in alcuni negozi della tua città, anche senza comprare e ricevere sconti in caso di acquisto! Potrai cumulare facilmente punti ogni giorno e convertirli in buoni Zalando, Trony, TotalErg, laFeltrinelli, Upim, Iper e tanti altri;
  • Klikkapromo: l’app che ti fa risparmiare fino al 50% sulla spesa al supermercato grazie ai coupon digitali da scaricare, che ti fanno guadagnare credito. Basterà acquistare al supermercato i prodotti in sconto con i coupon digitali, caricare lo scontrino sull’app e ti verrà riconosciuto del credito, che potrai cumulare nel tuo borsellino virtuale e che potrai convertire in buoni Amazon, buoni carburante, ricariche telefoniche e molto altro;
  • EM Eurisko Mobile: puoi guadagnare semplicemente installando l’app sul tuo smartphone. L’ app misurerà in forma anonima e non riconducibile all’individuo ciò che guardi in TV, o ascolti alla radio. Registrandoti, otterrai un credito di 5€ che crescerà con il passare dei giorni e che potrai ritirare tramite gift card o regali;
  • Google opinion Reward: rispondi a brevi sondaggi che ti saranno inviati una volta la settimana e ti sarà riconosciuto fino a 0,75 € in credito Play;
  • Streetspotr: ti consente di guadagnare svolgendo dei compiti, come fotografare un prodotto in un supermercato, controllare il menù di un ristorante oppure verificare che l’alloggio affittato per le tue vacanze rispecchi la descrizione di quando lo hai prenotato;
  • Streetbees: in questo caso, verrai pagato dagli stessi brand che usi ogni giorni, ti verràrichiesto di fotografare un determinato prodotto nella tua dispensa oppure indicare come scegli il tuo spuntino pomeridiano;
  • Ti frutta: è l’app della spesa che ti permette di ricevere una ricompensa in denaro nel momento in cui acquisti i tuoi prodotti preferiti. Basta consultare l’app e scoprirai i prodotti che ti riconosceranno dei soldi al momento dell’acquisto. Non si tratta di sconti o buoni spesa, ma a differenza delle altre app si sta parlando proprio di soldi;
  • Foap: se sei bravo a fare le foto quest’app potrebbe tornarti utile. Ti basterà caricare le tue foto sull’app e queste potrebbero essere acquistate ottenendo fino a 5$ ogni foto;
  • SlideJoy: disponibile solo per i device Android, una volta installata andrà ad inserire degli annunci pubblicitari e notizie nella schermata principale del tuo smartphone. In questo modo, potrai guadagnare dei soldi virtuali che si possono convertire in dollari ed essere trasferiti sul proprio conto PayPal.

La lista sarebbe ancora molto più lunga, ma abbiamo voluto segnalavi le principali app con le quali si può guadagnare qualche euro in più. È doveroso avvisare che queste app non ti faranno guadagnare una fortuna, ti consentiranno però di racimolare qualche euro o farti arrivare determinati prodotti…il che non è proprio un male! Non ti resta che scegliere l’app per guadagnare più adatta alle tue esigenze.

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Huawei presenta la famiglia P20

Huawei presenta la famiglia P20. Il P20 Pro con tripla fotocamera posteriore e notch frontale, il modello con Porsche con un sensore per le impronte sullo schermo

Grande evento ieri sera a Parigi, dove l’azienda cinese ha presentato la serie P20, composta da Huawei P20 Pro dal classico P20.

I rumors dei mesi precedenti si sono rivelati veritieri: il P20 Pro presenta, infatti, una tripla fotocamera Leica su retro ed il notch sul fronte (per intenderci, il notch è quel rettangolo nero che si trova in alto sullo schermo dell’iPhone X). Prezzo? 899€. Sarà disponibile dal 6 aprile.

È stato presentato anche il Porche Design Huawei Mate RS che, oltre alla tripla fotocamera, presenta un doppio sensore per le impronte digitali: uno sul retro ed uno sullo schermo. La memoria interna è di 256 GB (che arriva a 512 nella versione disponibile per il mercato cinese). Il telefono, venduto con custodia in pelle che riprende gli interni della Porsche 911 GT3 RS, sarà disponibile in Italia da metà aprile a 1695€. La versione da 512 GB, invece, costerà intorno ai 2095€.

 

 

Ma vediamo nel dettaglio la scheda tecnica del Huawei P20 (che costerà 679€) e P20 Pro:

 

Huawei P20 Pro  

Display: FullView da 6,1 Pollici, 2240 x 1080 pixel 

ProcessoreKirin 970 con co-processore neurale per funzioni basate su AI 

RAM: 6GB 

Memoria: 128GB (non espandibile) 

Tripla fotocamera Leica: 40MPixel f/1.8 + sensore monocromatico da 20MPixel (f/1.6) + teleobiettivo da 8 MPixel (f/2.4) 

Fotocamera frontale: 24MPixel  

Batteria: 4000 mAh e ricarica rapida (non wireless) 

Dual Sim: sì 

Sistema operativo: Android 8.1 con interfaccia EMUI 8.1 

Jack audio: no 

Impermeabile: no 

Colori: Twilight, Nero, Midnight Blue, Oro Rosa 

Sistema Operativo: Android 8.1 con EMUI 8.1 e funzioni AI 

 

Huawei P20  

Display: FullView da 5,8 Pollici, 2240 x 1080 pixel 

ProcessoreKirin 970 con co-processore neurale per funzioni basate su AI 

RAM: 4GB 

Memoria: 128GB (non espandibile) 

Doppia fotocamera Leica: 12 MPixel + 20 MPixel monocromatica  

Fotocamera frontale: 24MPixel  

Batteria: 3400 mAh e ricarica rapida (non wireless) 

Dual Sim: sì 

Sistema operativo: Android 8.1 con interfaccia EMUI 8.1 

Jack audio: no 

Impermeabile: no 

Colori: Twilight, Nero, Midnight Blue, Oro Rosa 

Sistema Operativo: Android 8.1 con EMUI 8.1 e funzioni AI  

 

La parte che più ci ha colpito, è proprio la fotocamera, sviluppata nuovamente in collaborazione con Leica. L’obiettivo principale ha una risoluzione di 40MPixel ed il secondo, invece, è monocromatico e arriva a 20 MPixel. Per sfruttare a pieno tali potenzialità, Huawei ha introdotto nuove funzionalità software basate sull’intelligenza artificiale “per creare un’esperienza fotografica di livello professionale, con funzioni che rimangono semplici e facili da usare” come lo stesso Richard Yu ha affermato ieri sera. Sarà davvero così, siamo di fronte ad una rivoluzione?

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Samsung Pay è da oggi ufficialmente disponibile in Italia

 

Samsung Pay è un servizio di pagamento mobile usufruibile dai possessori di smartphones acquistati negli ultimi due anni – serie S, Note e A – a condizione di essere anche clienti degli istituti bancari aderenti (vedi sotto l’elenco).

L’identificazione dell’utente può avvenire tramite il lettore di impronte digitaliscansione dell’iride o PIN e, in modo, il numero della carta di credito non comparirà mai nelle transazioni, né verrà memorizzato sul dispositivo. Non dovrai quindi tirare più fuori il portafoglio dalla tasca, poiché potrai pagare direttamente con lo smartphone in modo veloce, semplice ma soprattutto sicuro.

Per utilizzare il servizio occorrerà registrasi sul sito Samsung e scaricare l’app di Samsung Pay dal Play Store. Una volta completata la registrazione della carta, Samsung Pay sarà pronto per essere utilizzato.

Effettuare un pagamento sarà un gioco da ragazzi: basterà avvicinare lo smartphone al POS di pagamento, autenticarsi tramite il metodo scelto (PIN, impronta o retina) et voilà!

Gli smartphone attualmente supportati da Samsung Pay sono:

• Galaxy Note8

• Galaxy S8/S8+

• Galaxy S9/S9+

• Galaxy S7/S7 edge

• Galaxy A8 2018

• Galaxy A5 2017

• Galaxy A5 2016

A questi si aggiungono gli smartwatch Gear S3 e Gear Sport. Allo stesso modo ci aspettiamo che la maggior parte dei futuri smartphone Samsung supportino tutti Samsung Pay.

Le banche aderenti a Samsung Pay in Italia sono:

• Banca Mediolanum

• BNL

• Hello bank!

• Intesa Sanpaolo

• Unicredit

• CheBanca!

circuiti di credito invece sono i seguenti:

• Nexi

• MasterCard

• VISA / V Pay

• Maestro

Samsung, però, sottolinea un fattore molto importante da tenere in considerazione e cioè che Samsung Pay in Italia funzionerà solamente sugli smartphone commercializzati direttamente da Samsung Italia, quindi quelli coperti da garanzia italiana. Chi possiede uno smartphone di importazione, dunque, potrebbe non poter utilizzare la piattaforma di pagamenti mobile.

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C’è da attendere al ristorante? te lo dice Google!

Google è ormai un indispensabile strumento per la vita di tutti i giorni, soprattutto per evitarci ore di traffico. Questa volta, però, il colosso di Montain View, ha deciso di aiutare tutti gli amanti del gourmet e a chi non vuole perdersi mai una cena nel proprio locale preferito. Come?

Google ha da poco rilasciato un nuovo aggiornamento per la versione iOS di Maps, dove, tra le varie novità, vi è la possibilità di visualizzare i tempi di attesa medi di oltre un milione di ristoranti in tutto il mondo. Il nuovo update, inoltre, ti consentirà di trovare più facilmente le recensioni su un determinato ristorante, così da dare un’idea più chiara a coloro che intendevano visitarlo. Si tratta, quindi, di un arricchimento delle schede informative che troviamo nelle pagine dedicate agli esercizi commerciali su Google Maps.

 

Si tratta di un aggiornamento davvero utile e dalle grandi potenzialità. Basti pensare a quella volta in cui ti è capitato di andare a cena fuori e di rimanere per ore all’esterno del ristorante in attesa di un tavolo libero

Ma come fa Google a dirti quanto dovrai aspettare? Il tempo di attesa, in realtà, viene calcolato analizzando i dati statistici riguardanti il numero di persone registrate all’interno del locale nel corso degli anni. Si tratta quindi di un calcolo approssimativo, che non deve essere preso alla lettera. Potrebbe infatti capitare che il tempo stimato, visualizzato sullo smartphone, sia diverso da quello reale ma, nonostante ciò, si tratta di una funzionalità davvero utile: ad esempio, quando si è in viaggio e non si conosce bene un locale o non si è avuto il tempo di prenotare un tavolo al ristorante. In questo caso basterà sfruttare Google Maps e la scheda dell’esercizio, per decidere in quale locale andare.

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Telegram dovrà  cedere le chiavi di cifratura alle autorità russe

L’app di messaggistica, che ha sempre fatto vanto della sicurezza dei suoi codici di crittografia, ha 15 giorni di tempo fornire ai servizi di sicurezza russi (al Federal Security Service) i dati necessari per decriptare i messaggi di tutti i suoi utenti — altrimenti rischierà il blocco su tutto il territorio russo. Telegram, infatti, ha perso un’importante sentenza d’appello presso la Corte Suprema russa, ponendo in seria discussione l’effettiva riservatezza della piattaforma dei fratelli Nikolai e Pavel Durov – che conta oltre 100 milioni di utenti – la quale ora potrà essere soggetta a controlli molto più efficaci da parte delle autorità russe, qualora queste lo ritengano necessario.

 
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Facebook gate: si dimette il capo della sicurezza

Il datagate che ha colpito Facebook sembra tutt’altro che superato, facendo cadere la prima testa.
Si tratta di Alex Stamos, ormai ex capo della sicurezza, il quale ha cercato di ridimensionare la faccenda, parlando di semplici “disaccordi interni”.
Qualunque sia la verità, in un tale contesto, l’addio di Stamos è un chiaro segnale delle tensioni che sta attraversando in queste ore il gruppo dirigente di Facebook, nel periodo più tempestoso che il colosso dei social media sta vivendo dalla sua nascita.
I guai, però, non sembrano terminare: dopo il Parlamento britannico, quello europeo, il Congresso americano, ieri a Wall Street il titolo di Facebook, quotato al Nasdaq, è precipitato di circa il 7%. Insomma, tutti contro Mark Zuckerberg.
Inoltre, proprio in queste ore, è nato il movimento #DeleteFacebook dopo che il New York Times ha riferito che i dati di ben 50 milioni di utenti sono stati rubati da Cambridge Analytica e messi al servizio della campagna elettorale di Donald Trump, per le elezioni presidenziali 2016.
Il fondatore di Facebook si trova così a dover affrontare una crescente perdita di fiducia da parte degli utenti e ci mette di fronte ad una domanda inevitabile: i nostri dati, foto e informazioni, sono al sicuro su Facebook?
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AppGratuita Free Promotion

 

Start Climbing the app charts! If you are a developer who would like to get your app included in our “AppGratuita daily lists“, send a request to info@appgratuita.it (or compile this form: http://appgratuita.it/contatti), with the subject “AppGratuita promotion”. Please include the name of the app, a link to it in the Store, for how long you intend to promote your apps, and anything else you would like to share.

Please remember that to feature your app through AppGratuita the free version of your app must not include ads.

Don’t miss this chance!

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AppGratuita premia i migliori Sviluppatori

Roma, 12 marzo 2014.
AppGratuita ha da poco avviato la promozione che vuole premiare le migliori App per dispositivi Android, dando la possibilità di essere inserite all’interno del portale in maniera del tutto gratuita.

AppGratuita è una piattaforma di marketing innovativa, basata su professionalità e conoscenza dei mercati. Un canale pubblicitario per emergere dalla giungla delle App.

Ovviamente ci sono dei requisiti da rispettare per poter usufruire di tale iniziativa:

  • L’App deve essere gratuita
  • Non deve contenere banner pubblicitari
  • Solo nel giorno della promozione gli utenti che la scaricheranno otterranno la versione completa

Per richiedere la partecipazione è sufficiente riempire il form di contatto nella pagina nella sezione contatti: http://appgratuita.it/contatti/

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