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Facebook, al via la class action. Per ogni utente 200€ di risarcimento

Un risarcimento pari a 200€ per chiunque abbia un account su Facebook è quanto chiede Altroconsumo, insieme ad alcuni partner in Belgio, Spagna e Portogallo, nella class action contro il social network, accusato di “aver usato in modo improprio i dati delle persone” in seguito allo scandalo di Cambridge Analytica. Altroconsumo, infatti, contesta la pratica commerciale scorretta di Facebook, che ha violato il Codice del Consumo a causa della raccolta dei dati degli utenti e la loro condivisione con parti terze, senza che l’utente avesse espresso il proprio consenso in maniera consapevole. Nell’atto di citazione, che sarà depositato a breve dagli avvocati di Altroconsumo, si legge appunto che “Facebook ha violato sia la normativa sulla protezione dei dati, sia la fondamentale legislazione sui consumatori, traendone indebiti e ingentissimi guadagni”. Se vuoi partecipare alla class action, ti consigliamo di andare sul sito di Altroconsumo e seguire tutte le istruzioni per aderire all’azione.

 

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PostePay, nuova truffa mediante SMS e WhatsApp

I possessori di carte PostePay, nelle ultime ore, hanno riportato l’ennesima truffa ai loro danni che ha causato la sospensione di centinaia di conti. Numerosi utenti, infatti, sono stati vittime di tentativi di phishing attraverso email e messaggi WhatsApp che invitavano il destinatario del messaggio a fornire i propri dati al fine di evitare una fantomatica sospensione del conto ma, ovviamente, non c’era nulla di vero. Il metodo utilizzato per svuotare i conti dei malcapitati è ahimè comune e consiste nel inviare un link ad un sito clone che consente agli hacker di rubare tutti i dati. Nel caso tu abbia ricevuto un messaggio simile ti invitiamo a chiamare subito il numero verde ufficiale di Poste Italiane e diffidare da messaggi simili, in quanto, non è abitudine di Poste Italiane, né del maggior numero di banche, inviare SMS o messaggi su WhatsApp per comunicazioni di questo tipo. Infine, ti invitiamo a denunciare l’accaduto a Carabinieri e Polizia Postale anche se il recupero dei soldi sarà difficile.

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Battaglia legale finita: Samsung è stata condannata a risarcire Apple

Dopo 7 lunghi anni, siamo arrivati finalmente alla fine della battaglia legale tra i colossi Apple e Samsung. La società coreana dovrà infatti risarcire Apple con ben 539 milioni di dollari per aver copiato alcune caratteristiche iPhone. Tra le features più contestate, vi è la forma rettangolare con bordi stondati dei devices e le icone su sfondo nero, oltre che il famosissimo notch dell’iPhone X. Così, il Tribunale Federale di San Jose, in California, ha concluso che Samsung sembra aver violato i brevetti di Apple in merito agli smartphones e, per tutto il settore tech e mobile, ciò potrebbe aprire le porte a nuovi contenziosi, senza esclusione di colpi. Samsung, ovviamente, non ha reagito bene ma speriamo non voglia impugnare la sentenza e porre fine a questo scontro tra titani.

 

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Zuckerberg è riuscito ad evitare domande scomode al Parlamento Europeo

Ieri a Bruxelles il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg è stato ascoltato dalla Conferenza dei Presidenti presso il Parlamento Europeo, rispondendo a varie domande in merito a terrorismo e fake news. Contrariamente a quanto accaduto in USA, quando Zuckerberg compari di fronte al Congresso, ieri il format dell’audizione è stato molto diverso: i parlamentari hanno espresso le loro domande a cui Zuckerberg ha risposto durante un unico discorso finale. Ciò ha scatenato non poche polemiche in quanto il CEO di Facebook ha (volontariamente?) saltato alcuni temi molto importanti e fornito risposte molto vaghe, promettendo però che il suo team fornirà tali risposte per iscritto nei prossimi giorni. Durante il suo colloquio, Zuckerberg ha chiesto scusa all’UE e garantito che rispetterà il nuovo regolamento europeo relativo al trattamento dei dati personali, che entrerà in vigore questo venerdì. Come affermato da Tajani, ci vorrà ben più che semplici scuse e, come al solito, Zuckerberg è riuscito a farla franca.

 

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WhatsApp consente di riprodurre i video di Facebook e Instagram all’interno dell’app

Grazie ad un nuovo aggiornamento, WhatsApp ti consentirà di riprodurre i video di Facebook e Instagram direttamente dall’app. Adesso, dunque, se mentre chatti con qualcuno riceverai il link di un video, facendoci tap sopra non sarai più mandato in altre app ma potrai guardare il video mentre continui a chattare.

Facebook ha lavorato per integrare le sue varie app, offrendo agli utenti un controllo più uniforme sui loro contenuti su Facebook, Instagram e WhatsApp.

La nuova funzionalità fa parte dell’ultimo aggiornamento iOS di WhatsApp che aggiunge, tra le altre cose, anche la possibilità di aggiungere e revocare i privilegi di amministratore di altri utenti in una chat di gruppo. L’aggiornamento per Android non è ancora stato rilasciato.

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Twitter consiglia a tutti i suoi utenti di cambiare subito password

(Photo by Jaap Arriens/NurPhoto via Getty Images)

 

Twitter sta sollecitando tutti i suoi 330 milioni di utenti a cambiare immediatamente le loro password dopo che un bug le ha esposte in chiaro. Mentre un’indagine di Twitter ha dimostrato che – apparentemente – non ci sono prove di violazioni o abusi, la società raccomanda agli utenti di cambiare la password e non solo sul sito stesso, ma anche app di terze parti come Twitterrific e TweetDeck.

Secondo Twitter, il bug si è verificato a causa di un problema nel processo di hashing che maschera le password sostituendole con una stringa casuale di caratteri che viene memorizzata nel sistema di Twitter. A causa di un errore nel sistema, però, le password venivano salvate in un normale formato di testo in un registro interno, invece di “mascherarle” con il processo di hashing.

Twitter afferma di aver scoperto il bug in maniera autonoma, di aver rimosso le password e di stare lavorando affinché problemi simili non possano più ripetersi.

Twitter, inoltre, non ha rivelato quante password potrebbero essere state potenzialmente compromesse o da quanto tempo il bug stava rivelando tali password ma, il fatto che l’azienda spinga tutti i suoi utenti a cambiare le loro password, indica che potrebbero essere coinvolte un elevato numero di dati password.

 

La tua password, quindi, potrebbe non essere stata coinvolta ma, nel dubbio, ti consigliamo di cambiarla immediatamente.

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La spesa per le app raggiungerà 106,4 miliardi di dollari entro la fine del 2018

Secondo un nuovo rapporto di App Annie la spesa dei consumatori negli app store globali, entro la fine del 2018, ammonterà a circa 106,4 miliardi di dollari mentre raggiungerà i 156,5 miliardi di dollari entro il 2022. Il dato del 2018, come vi avevamo già accennato in un precedente articolo, è però in calo rispetto ai 110 miliardi di dollari che l’azienda aveva stimato qualche mese fa. Gran parte della crescita continua provenire dall’Asia, dove la Cina mantiene la sua posizione di leader mondiale nel mercato delle app, rappresentando il 40% della spesa mondiale.

Il rapporto ha anche rilevato che la spesa per dispositivo da parte dei consumatori registrerà un aumento del 23%: da $ 20,94 nel 2017 a $ 25,65 nel 2022; i download di app invece aumenteranno del 45% nel 2022, raggiungendo 258,2 miliardi.

 

L’aumento dei download nel 2022 dipenderà per lo più dall’India, Indonesia e Vietnam, oltre che dalle aree rurali della Cina. Nel frattempo, i mercati più stabili e maturi come gli Stati Uniti ed il Giappone avranno dei trend stabili: secondo il report, infatti, i download rimarranno alti, con una media di 21 nuove app scaricate all’anno per dispositivo negli Stati Uniti e 15 in Giappone.

I giochi continueranno a farla da padrone, rimanendo la principale fonte di spesa dei consumatori, ma anche le altre tipologie di app guadagneranno terreno: dal 2017 al 2022, infatti la spesa per questo tipo di app aumenterà di 75 miliardi di dollari. Secondo App Annie, questa crescita sarà dovuta all’aumento del fatturato della app di appuntamenti e di streaming musica/video.

Il rapporto completo è disponibile sul sito Web di App Annie.

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Amazon: 10€ di sconto sul prossimo ordine con Ricarica in Cassa

Oggi puoi ricevere un Buono Sconto di 10€ su Amazon.it ricaricando per la prima volta il tuo account con Ricarica in cassa, un modo rapido e senza commissioni per utilizzare contanti per i tuoi acquisti su Amazon. Ti basterà cliccare sul link sotto per essere indirizzato su Amazon.it e ottenere il tuo codice a barre Amazon, con il quale potrai recarti in uno dei punti vendita aderenti, mostrare il codice a barre al cassiere per la scansione e ricaricare il tuo account di almeno €40. Il buono sconto da €10 verrà automaticamente applicato sul tuo account e detratto dal tuo prossimo ordine idoneo. L’offerta è limitata alla prima ricarica per cliente e account. Il buono sconto è utilizzabile fino alle 23:59 del 31 Maggio 2018 per ordini effettuati su Amazon.it.

 

Maggiori info

 

 

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Forte scossa nella sede di AppGratuita

Abbiamo a lungo pensato se fosse il caso d’inserire una notizia al riguardo ma, visti i tanti messaggi che abbiamo ricevuto, ci tenevamo ad informarvi. Forse non tutti sanno che la sede principale di AppGratuita si trova nel centro di Campobasso e stamani verso le 11:50 abbiamo avvertito una forte scossa di terremoto. Il caso ha voluto che, benché oggi sia 25 aprile, il nostro team si trovasse comunque a lavoro quando ad un tratto…hanno cominciato a ballare sedie, monitor e lampade da scrivania! Adesso ci viene da ridere ripensando a quegli attimi però ci siamo – un pochino – spaventati. Nel ringraziarvi per l’affetto ricevuto (davvero non ce lo aspettavamo) vi volevamo dire che stiamo tutti bene. Grazie di cuore!

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Moltissimi utenti Gmail hanno ricevuto messaggi spam da se stessi

Riesci ad immaginare la tua espressione se vedessi che, dal tuo indirizzo di posta elettronica, sono state inviate email senza che tu lo sapessi?

Gmail è solitamente impeccabile a filtrare i messaggi indesiderati di spam ma, secondo Mashable, diversi utenti nelle ultime hanno segnalato che le loro caselle di posta sono state inondate da messaggi pubblicitari e spam inviati apparentemente dal proprio account.

Ma come è potuto succedere? Gli spammer utilizzavano intestazioni di e-mail contraffatte per farle apparire come se provenissero dagli stessi utenti ed inviate tramite una società di telecomunicazioni canadese chiamata Telus, al fine di ottenere che i messaggi superassero i filtri antispam. Indìfatti, dato che i messaggi sembravano provenire dallo stesso utente, Gmail ha archiviato il messaggio nella cartella di posta inviata.

Diversi utenti hanno così consultato il forum di assistenza di Gmail per segnalare il problema. Molti di loro si sono lamentati del fatto che le e-mail di spam continuavano a partire dal proprio account anche dopo aver modificato la password.

Un portavoce di Google ha comunicato a Mashable che “quest’onda di spam” ha colpito solo un piccolo gruppo di utenti che sono state già prese delle misure per correre ai ripari. Anche Telus ha voluto sottolineare di non essere assolutamente coinvolta con quanto accaduto, tanto che le mail sembrano non esser state inviate dai propri server, ma stanno comunque lavorando con i tecnici per cercare di risolvere il problema.

(Photo credit The Indian Express)
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