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Novità  WhatsApp: ora segnalerà  i messaggi inoltrati

In un post pubblicato giovedì, WhatsApp ha annunciato una nuova funzionalità, per combattere la disinformazione diffusa attraverso la loro app, che indicherà quando un messaggio è stato inoltrato a qualcuno da un altro utente. L’etichetta verrà applicata non solo ai messaggi di testo ma anche alle immagini, video e audio. La società ha infatti comunicato di avere a cuore la sicurezza degli utenti, affermando “Ti invitiamo a pensare prima di condividere i messaggi che sono stati inoltrati. Come promemoria, puoi segnalare lo spam o bloccare un contatto con un solo tocco e puoi sempre contattare direttamente WhatsApp per chiedere aiuto “- Prima di lanciare la funzionalità in tutto il mondo, WhatsApp aveva testato la beta di questa nuova funzionalità in India e in Brasile, dove più di 300 milioni di cittadini utilizzano l’app e, in entrambi i Paesi, la piattaforma è spesso usata per la diffusione di pericolose voci virali. In Brasile, ad esempio, alcuni giornalisti hanno ipotizzato che la disinformazione, diffusa dall’app,  sul vaccino contro la febbre gialla abbia causato il risorgere della malattia in numeri senza precedenti. Il problema delle fake news è davvero importante, tanto che la società aveva annunciato lo scorso mese premi monetari illimitati “per la ricerca sulla diffusione di disinformazione sulla su WhatsApp” al fine di risolvere il problema.

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Wikipedia L’Italia si oscura per protesta contro la riforma UE del Copyright

Le pagine di Wikipedia Italia, da stamattina 3 luglio 2018, sono state oscurate per protesta contro una nuova direttiva UE sul copyright, la quale, secondo la suddetta enciclopedia online “se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet”.
Pertanto, se si prova ad accedere ad una delle pagine di Wikipedia in lingua italiana, si verrà indirizzati sul loro comunicato.
La Direttiva UE sul diritto d’autore nel mercato unico digitale, consisterebbe (qualora venisse accettata) in un pacchetto di riforme che estenderebbe i diritti degli editori a rivendicare i diritti di copyright anche su brevi estratti di materiale riprodotto online – per esempio, frammenti di articoli di notizie che appaiono nei risultati di ricerca.

Inoltre, obbligherebbe le piattaforme online a eseguire la scansione di tutti i contenuti che gli utenti provano a caricare, ad esempio su YouTube, e bloccherebbe automaticamente tutto ciò che rischia di violare il copyright.

La Wikimedia Foundation, che gestisce Wikipedia, si è pertanto unita agli attivisti della libertà di internet per opporsi alla direttiva, che dovrà essere votata dal Parlamento Europeo questa settimana, per l’esattezza giovedì 5 luglio.

“Se la proposta fosse approvata, potrebbe diventare impossibile condividere un articolo di giornale sui social network o trovarlo tramite un motore di ricerca”, afferma Wikipedia Italia.

 

La Wikimedia Foundation sta quindi sollecitando i residenti dell’UE a contattare i propri Rappresentanti in Parlamento Europeo prima di giovedì  e chiedere loro di votare contro le riforme, come molti deputati al Parlamento europeo si sono già impegnati a fare.

Nel frattempo, gli utenti di Wikipedia in Italia possono continuare ad accedere all’enciclopedia in qualsiasi lingua diversa dall’italiano.

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Facebook, un bug ha reso pubblici i post di 14 milioni di persone

La notizia di oggi, questa volta, ci riguarda da vicino: proprio ieri, infatti, alcuni membri del nostro staff hanno ricevuto una notifica su Facebook, dove venivano avvisati che a causa di un problema tecnico avvenuto tra il 18 ed il 27 maggio, Facebook ha erroneamente impostato, in maniera automatica, la privacy dei post in modalità pubblica. Nel messaggio di scuse, come puoi vedere dall’immagine, veniva suggerito di controllare i propri post, seguendo il link che rimanda all’elenco dei post potenzialmente “incriminati”. Facebook ha dichiarato a TechCrunch che il bug si è verificato mentre stavano testando una nuova funzionalità, l’opzione “elementi in primo piano”, la quale permetterà di evidenziare alcuni post sulla tua bacheca rendendoli pubblici ma, per errore, il Network di Mark Zuckerberg ha esteso questa impostazione a tutti i post. L’incidente, che ha riguardato circa 14 milioni di utenti, è però un buon promemoria per verificare chi può vedere i tuoi post di Facebook. Per farlo ti basterà andare su Impostazioni, poi su Privacy e decidere chi potrà vedere i tuoi futuri post.

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Facebook, al via la class action. Per ogni utente 200€ di risarcimento

Un risarcimento pari a 200€ per chiunque abbia un account su Facebook è quanto chiede Altroconsumo, insieme ad alcuni partner in Belgio, Spagna e Portogallo, nella class action contro il social network, accusato di “aver usato in modo improprio i dati delle persone” in seguito allo scandalo di Cambridge Analytica. Altroconsumo, infatti, contesta la pratica commerciale scorretta di Facebook, che ha violato il Codice del Consumo a causa della raccolta dei dati degli utenti e la loro condivisione con parti terze, senza che l’utente avesse espresso il proprio consenso in maniera consapevole. Nell’atto di citazione, che sarà depositato a breve dagli avvocati di Altroconsumo, si legge appunto che “Facebook ha violato sia la normativa sulla protezione dei dati, sia la fondamentale legislazione sui consumatori, traendone indebiti e ingentissimi guadagni”. Se vuoi partecipare alla class action, ti consigliamo di andare sul sito di Altroconsumo e seguire tutte le istruzioni per aderire all’azione.

 

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PostePay, nuova truffa mediante SMS e WhatsApp

I possessori di carte PostePay, nelle ultime ore, hanno riportato l’ennesima truffa ai loro danni che ha causato la sospensione di centinaia di conti. Numerosi utenti, infatti, sono stati vittime di tentativi di phishing attraverso email e messaggi WhatsApp che invitavano il destinatario del messaggio a fornire i propri dati al fine di evitare una fantomatica sospensione del conto ma, ovviamente, non c’era nulla di vero. Il metodo utilizzato per svuotare i conti dei malcapitati è ahimè comune e consiste nel inviare un link ad un sito clone che consente agli hacker di rubare tutti i dati. Nel caso tu abbia ricevuto un messaggio simile ti invitiamo a chiamare subito il numero verde ufficiale di Poste Italiane e diffidare da messaggi simili, in quanto, non è abitudine di Poste Italiane, né del maggior numero di banche, inviare SMS o messaggi su WhatsApp per comunicazioni di questo tipo. Infine, ti invitiamo a denunciare l’accaduto a Carabinieri e Polizia Postale anche se il recupero dei soldi sarà difficile.

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Battaglia legale finita: Samsung è stata condannata a risarcire Apple

Dopo 7 lunghi anni, siamo arrivati finalmente alla fine della battaglia legale tra i colossi Apple e Samsung. La società coreana dovrà infatti risarcire Apple con ben 539 milioni di dollari per aver copiato alcune caratteristiche iPhone. Tra le features più contestate, vi è la forma rettangolare con bordi stondati dei devices e le icone su sfondo nero, oltre che il famosissimo notch dell’iPhone X. Così, il Tribunale Federale di San Jose, in California, ha concluso che Samsung sembra aver violato i brevetti di Apple in merito agli smartphones e, per tutto il settore tech e mobile, ciò potrebbe aprire le porte a nuovi contenziosi, senza esclusione di colpi. Samsung, ovviamente, non ha reagito bene ma speriamo non voglia impugnare la sentenza e porre fine a questo scontro tra titani.

 

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Zuckerberg è riuscito ad evitare domande scomode al Parlamento Europeo

Ieri a Bruxelles il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg è stato ascoltato dalla Conferenza dei Presidenti presso il Parlamento Europeo, rispondendo a varie domande in merito a terrorismo e fake news. Contrariamente a quanto accaduto in USA, quando Zuckerberg compari di fronte al Congresso, ieri il format dell’audizione è stato molto diverso: i parlamentari hanno espresso le loro domande a cui Zuckerberg ha risposto durante un unico discorso finale. Ciò ha scatenato non poche polemiche in quanto il CEO di Facebook ha (volontariamente?) saltato alcuni temi molto importanti e fornito risposte molto vaghe, promettendo però che il suo team fornirà tali risposte per iscritto nei prossimi giorni. Durante il suo colloquio, Zuckerberg ha chiesto scusa all’UE e garantito che rispetterà il nuovo regolamento europeo relativo al trattamento dei dati personali, che entrerà in vigore questo venerdì. Come affermato da Tajani, ci vorrà ben più che semplici scuse e, come al solito, Zuckerberg è riuscito a farla franca.

 

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WhatsApp consente di riprodurre i video di Facebook e Instagram all’interno dell’app

Grazie ad un nuovo aggiornamento, WhatsApp ti consentirà di riprodurre i video di Facebook e Instagram direttamente dall’app. Adesso, dunque, se mentre chatti con qualcuno riceverai il link di un video, facendoci tap sopra non sarai più mandato in altre app ma potrai guardare il video mentre continui a chattare.

Facebook ha lavorato per integrare le sue varie app, offrendo agli utenti un controllo più uniforme sui loro contenuti su Facebook, Instagram e WhatsApp.

La nuova funzionalità fa parte dell’ultimo aggiornamento iOS di WhatsApp che aggiunge, tra le altre cose, anche la possibilità di aggiungere e revocare i privilegi di amministratore di altri utenti in una chat di gruppo. L’aggiornamento per Android non è ancora stato rilasciato.

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Twitter consiglia a tutti i suoi utenti di cambiare subito password

(Photo by Jaap Arriens/NurPhoto via Getty Images)

 

Twitter sta sollecitando tutti i suoi 330 milioni di utenti a cambiare immediatamente le loro password dopo che un bug le ha esposte in chiaro. Mentre un’indagine di Twitter ha dimostrato che – apparentemente – non ci sono prove di violazioni o abusi, la società raccomanda agli utenti di cambiare la password e non solo sul sito stesso, ma anche app di terze parti come Twitterrific e TweetDeck.

Secondo Twitter, il bug si è verificato a causa di un problema nel processo di hashing che maschera le password sostituendole con una stringa casuale di caratteri che viene memorizzata nel sistema di Twitter. A causa di un errore nel sistema, però, le password venivano salvate in un normale formato di testo in un registro interno, invece di “mascherarle” con il processo di hashing.

Twitter afferma di aver scoperto il bug in maniera autonoma, di aver rimosso le password e di stare lavorando affinché problemi simili non possano più ripetersi.

Twitter, inoltre, non ha rivelato quante password potrebbero essere state potenzialmente compromesse o da quanto tempo il bug stava rivelando tali password ma, il fatto che l’azienda spinga tutti i suoi utenti a cambiare le loro password, indica che potrebbero essere coinvolte un elevato numero di dati password.

 

La tua password, quindi, potrebbe non essere stata coinvolta ma, nel dubbio, ti consigliamo di cambiarla immediatamente.

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La spesa per le app raggiungerà 106,4 miliardi di dollari entro la fine del 2018

Secondo un nuovo rapporto di App Annie la spesa dei consumatori negli app store globali, entro la fine del 2018, ammonterà a circa 106,4 miliardi di dollari mentre raggiungerà i 156,5 miliardi di dollari entro il 2022. Il dato del 2018, come vi avevamo già accennato in un precedente articolo, è però in calo rispetto ai 110 miliardi di dollari che l’azienda aveva stimato qualche mese fa. Gran parte della crescita continua provenire dall’Asia, dove la Cina mantiene la sua posizione di leader mondiale nel mercato delle app, rappresentando il 40% della spesa mondiale.

Il rapporto ha anche rilevato che la spesa per dispositivo da parte dei consumatori registrerà un aumento del 23%: da $ 20,94 nel 2017 a $ 25,65 nel 2022; i download di app invece aumenteranno del 45% nel 2022, raggiungendo 258,2 miliardi.

 

L’aumento dei download nel 2022 dipenderà per lo più dall’India, Indonesia e Vietnam, oltre che dalle aree rurali della Cina. Nel frattempo, i mercati più stabili e maturi come gli Stati Uniti ed il Giappone avranno dei trend stabili: secondo il report, infatti, i download rimarranno alti, con una media di 21 nuove app scaricate all’anno per dispositivo negli Stati Uniti e 15 in Giappone.

I giochi continueranno a farla da padrone, rimanendo la principale fonte di spesa dei consumatori, ma anche le altre tipologie di app guadagneranno terreno: dal 2017 al 2022, infatti la spesa per questo tipo di app aumenterà di 75 miliardi di dollari. Secondo App Annie, questa crescita sarà dovuta all’aumento del fatturato della app di appuntamenti e di streaming musica/video.

Il rapporto completo è disponibile sul sito Web di App Annie.

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