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SCONTO eBay del 10% su tutto lo store

Voglia di fare acquisti? Allora non lasciarti scappare l’imperdibile offerta eBay di settembre. Collegandoti su eBay.it ed inserendo in fase di pagamento il codice PROMOSET18 ti sarà infatti possibile ottenere il 10% di sconto, fino ad un massimo di 100€. Le categorie comprese nello sconto sono tutte quelle presenti sullo store e, per poter usufruire della promozione, la spesa minima dovrà essere di almeno 20€. L’offerta sarà valida fino alle ore 23:59 del 16 settembre. Il buono sconto è utilizzabile massimo una volta per ogni utente registrato su eBay.it, solo con spedizione in Italia.

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Trova il tuo sosia con Google Art Selfie tra migliaia di famose opere d’arte

Quale opera d’arte ti somiglia di più? Da oggi potrai scoprirlo grazie a Google Art Selfie. Per festeggiare i suoi 20 anni Google, finalmente, ha lanciato sul mercato europeo quest’app disponibile, fino ad oggi, solo sul mercato statunitense (dove ha avuto grande successo con oltre 78 milioni di selfie scattati ). Google Art Selfie ha lo scopo di abbinare la foto del tuo viso a migliaia di opere d’arte online ed i risultati sono spesso veritieri mentre, alcune volte, davvero esilaranti. Al momento, nel database dell’app ci sono opere artistiche provenienti da oltre 1.500 musei e 70 paesi, per un totale di oltre 6 milioni di documenti artistici. Ma come funziona? Niente di più semplice: scarica l’app e vai alla sezione “Art Selfie”, scattati un selfie e in pochi secondi vedrai apparire i tuoi risultati insieme alla percentuale per stimare la somiglianza visiva. Con questo strumento, big G vuole rendere l’arte più accessibile a tutti, infatti, una volta trovato il proprio “sosia” si potrà cliccare sull’immagine e ricevere informazioni e approfondimenti. Non solo gioco e divertimento, quindi, ma anche un’occasione per imparare!

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Google: multa da €4,34 miliardi per Android

Google è stata sanzionata con una maxi multa – pari a € 4,34 miliardi – da parte della Commissione europea per aver abusato del dominio del suo sistema operativo mobile Android. Il Commissario europeo per la concorrenza, Margrethe Vestager, ha infatti confermato tramite Twitter la multa a BigG “per 3 tipi di restrizioni illegali all’uso di Android. In questo modo ha consolidato il dominio del proprio motore di ricerca. Negare ai rivali la possibilità di innovare e competere nel merito. È illegale secondo le regole antitrust dell’UE”.
Da questo monopolio (che raggiunge il 90% del mercato europeo) deriva il fatto che Google, avendo la possibilità di analizzare il traffico di innumerevoli utenti che fanno ricerche su Internet, ha accumulato negli anni una quantità inimmaginabile di informazioni.

In particolare, la CE ha affermato che Google ha imposto ai produttori smartphone di pre-installare le app Google Search e Chrome, effettuando anche ingenti pagamenti a grandi produttori e operatori di reti mobili.

Le conseguenze? Google ha confermato farà ricorso ma, nel frattempo, Sundar Pichai lascia intendere che modello di business di Android potrebbe cambiare. Android, pertanto, potrebbe non essere più gratuito in futuro.
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Novità  WhatsApp: ora segnalerà  i messaggi inoltrati

In un post pubblicato giovedì, WhatsApp ha annunciato una nuova funzionalità, per combattere la disinformazione diffusa attraverso la loro app, che indicherà quando un messaggio è stato inoltrato a qualcuno da un altro utente. L’etichetta verrà applicata non solo ai messaggi di testo ma anche alle immagini, video e audio. La società ha infatti comunicato di avere a cuore la sicurezza degli utenti, affermando “Ti invitiamo a pensare prima di condividere i messaggi che sono stati inoltrati. Come promemoria, puoi segnalare lo spam o bloccare un contatto con un solo tocco e puoi sempre contattare direttamente WhatsApp per chiedere aiuto “- Prima di lanciare la funzionalità in tutto il mondo, WhatsApp aveva testato la beta di questa nuova funzionalità in India e in Brasile, dove più di 300 milioni di cittadini utilizzano l’app e, in entrambi i Paesi, la piattaforma è spesso usata per la diffusione di pericolose voci virali. In Brasile, ad esempio, alcuni giornalisti hanno ipotizzato che la disinformazione, diffusa dall’app,  sul vaccino contro la febbre gialla abbia causato il risorgere della malattia in numeri senza precedenti. Il problema delle fake news è davvero importante, tanto che la società aveva annunciato lo scorso mese premi monetari illimitati “per la ricerca sulla diffusione di disinformazione sulla su WhatsApp” al fine di risolvere il problema.

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Wikipedia L’Italia si oscura per protesta contro la riforma UE del Copyright

Le pagine di Wikipedia Italia, da stamattina 3 luglio 2018, sono state oscurate per protesta contro una nuova direttiva UE sul copyright, la quale, secondo la suddetta enciclopedia online “se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet”.
Pertanto, se si prova ad accedere ad una delle pagine di Wikipedia in lingua italiana, si verrà indirizzati sul loro comunicato.
La Direttiva UE sul diritto d’autore nel mercato unico digitale, consisterebbe (qualora venisse accettata) in un pacchetto di riforme che estenderebbe i diritti degli editori a rivendicare i diritti di copyright anche su brevi estratti di materiale riprodotto online – per esempio, frammenti di articoli di notizie che appaiono nei risultati di ricerca.

Inoltre, obbligherebbe le piattaforme online a eseguire la scansione di tutti i contenuti che gli utenti provano a caricare, ad esempio su YouTube, e bloccherebbe automaticamente tutto ciò che rischia di violare il copyright.

La Wikimedia Foundation, che gestisce Wikipedia, si è pertanto unita agli attivisti della libertà di internet per opporsi alla direttiva, che dovrà essere votata dal Parlamento Europeo questa settimana, per l’esattezza giovedì 5 luglio.

“Se la proposta fosse approvata, potrebbe diventare impossibile condividere un articolo di giornale sui social network o trovarlo tramite un motore di ricerca”, afferma Wikipedia Italia.

 

La Wikimedia Foundation sta quindi sollecitando i residenti dell’UE a contattare i propri Rappresentanti in Parlamento Europeo prima di giovedì  e chiedere loro di votare contro le riforme, come molti deputati al Parlamento europeo si sono già impegnati a fare.

Nel frattempo, gli utenti di Wikipedia in Italia possono continuare ad accedere all’enciclopedia in qualsiasi lingua diversa dall’italiano.

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Facebook, un bug ha reso pubblici i post di 14 milioni di persone

La notizia di oggi, questa volta, ci riguarda da vicino: proprio ieri, infatti, alcuni membri del nostro staff hanno ricevuto una notifica su Facebook, dove venivano avvisati che a causa di un problema tecnico avvenuto tra il 18 ed il 27 maggio, Facebook ha erroneamente impostato, in maniera automatica, la privacy dei post in modalità pubblica. Nel messaggio di scuse, come puoi vedere dall’immagine, veniva suggerito di controllare i propri post, seguendo il link che rimanda all’elenco dei post potenzialmente “incriminati”. Facebook ha dichiarato a TechCrunch che il bug si è verificato mentre stavano testando una nuova funzionalità, l’opzione “elementi in primo piano”, la quale permetterà di evidenziare alcuni post sulla tua bacheca rendendoli pubblici ma, per errore, il Network di Mark Zuckerberg ha esteso questa impostazione a tutti i post. L’incidente, che ha riguardato circa 14 milioni di utenti, è però un buon promemoria per verificare chi può vedere i tuoi post di Facebook. Per farlo ti basterà andare su Impostazioni, poi su Privacy e decidere chi potrà vedere i tuoi futuri post.

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Facebook, al via la class action. Per ogni utente 200€ di risarcimento

Un risarcimento pari a 200€ per chiunque abbia un account su Facebook è quanto chiede Altroconsumo, insieme ad alcuni partner in Belgio, Spagna e Portogallo, nella class action contro il social network, accusato di “aver usato in modo improprio i dati delle persone” in seguito allo scandalo di Cambridge Analytica. Altroconsumo, infatti, contesta la pratica commerciale scorretta di Facebook, che ha violato il Codice del Consumo a causa della raccolta dei dati degli utenti e la loro condivisione con parti terze, senza che l’utente avesse espresso il proprio consenso in maniera consapevole. Nell’atto di citazione, che sarà depositato a breve dagli avvocati di Altroconsumo, si legge appunto che “Facebook ha violato sia la normativa sulla protezione dei dati, sia la fondamentale legislazione sui consumatori, traendone indebiti e ingentissimi guadagni”. Se vuoi partecipare alla class action, ti consigliamo di andare sul sito di Altroconsumo e seguire tutte le istruzioni per aderire all’azione.

 

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PostePay, nuova truffa mediante SMS e WhatsApp

I possessori di carte PostePay, nelle ultime ore, hanno riportato l’ennesima truffa ai loro danni che ha causato la sospensione di centinaia di conti. Numerosi utenti, infatti, sono stati vittime di tentativi di phishing attraverso email e messaggi WhatsApp che invitavano il destinatario del messaggio a fornire i propri dati al fine di evitare una fantomatica sospensione del conto ma, ovviamente, non c’era nulla di vero. Il metodo utilizzato per svuotare i conti dei malcapitati è ahimè comune e consiste nel inviare un link ad un sito clone che consente agli hacker di rubare tutti i dati. Nel caso tu abbia ricevuto un messaggio simile ti invitiamo a chiamare subito il numero verde ufficiale di Poste Italiane e diffidare da messaggi simili, in quanto, non è abitudine di Poste Italiane, né del maggior numero di banche, inviare SMS o messaggi su WhatsApp per comunicazioni di questo tipo. Infine, ti invitiamo a denunciare l’accaduto a Carabinieri e Polizia Postale anche se il recupero dei soldi sarà difficile.

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Battaglia legale finita: Samsung è stata condannata a risarcire Apple

Dopo 7 lunghi anni, siamo arrivati finalmente alla fine della battaglia legale tra i colossi Apple e Samsung. La società coreana dovrà infatti risarcire Apple con ben 539 milioni di dollari per aver copiato alcune caratteristiche iPhone. Tra le features più contestate, vi è la forma rettangolare con bordi stondati dei devices e le icone su sfondo nero, oltre che il famosissimo notch dell’iPhone X. Così, il Tribunale Federale di San Jose, in California, ha concluso che Samsung sembra aver violato i brevetti di Apple in merito agli smartphones e, per tutto il settore tech e mobile, ciò potrebbe aprire le porte a nuovi contenziosi, senza esclusione di colpi. Samsung, ovviamente, non ha reagito bene ma speriamo non voglia impugnare la sentenza e porre fine a questo scontro tra titani.

 

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Zuckerberg è riuscito ad evitare domande scomode al Parlamento Europeo

Ieri a Bruxelles il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg è stato ascoltato dalla Conferenza dei Presidenti presso il Parlamento Europeo, rispondendo a varie domande in merito a terrorismo e fake news. Contrariamente a quanto accaduto in USA, quando Zuckerberg compari di fronte al Congresso, ieri il format dell’audizione è stato molto diverso: i parlamentari hanno espresso le loro domande a cui Zuckerberg ha risposto durante un unico discorso finale. Ciò ha scatenato non poche polemiche in quanto il CEO di Facebook ha (volontariamente?) saltato alcuni temi molto importanti e fornito risposte molto vaghe, promettendo però che il suo team fornirà tali risposte per iscritto nei prossimi giorni. Durante il suo colloquio, Zuckerberg ha chiesto scusa all’UE e garantito che rispetterà il nuovo regolamento europeo relativo al trattamento dei dati personali, che entrerà in vigore questo venerdì. Come affermato da Tajani, ci vorrà ben più che semplici scuse e, come al solito, Zuckerberg è riuscito a farla franca.

 

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